Corriere della Campania

Napoli-Juve: 1-1. È solo una provvisoria amnistia!

Ci sono partite e partite e poi ci sono LE PARTITE. Napoli-Juventus, e viceversa, è LA PARTITA. Con questi addendi, anche in posizione opposta e contraria, il risultato è sempre lo stesso: esplosivo. Per la rabbia, l’agonismo e la storia che si trascina dietro da tempi ancestrali, che ormai tutti sappiamo e risentiamo almeno due volte l’anno. Alla solita maglietta bianca degli azzurri, gli ospiti sgraditi scelgono un insolito, ma prevedibile, blu. Le formazioni restano sostanzialmente quelle di sempre, il solito “Little-tridente” per gli azzurri, con un pò di forza in più al centro campo assicurata da Allan, mentre in porta un inedito Rafael. Allegri invece, per scelte tattiche fa del suo HD un HM, scegliendo un Mandzukic in sostegno di Higuain.

La partita si mette da subito avversa ai padroni di casa, grazie al prematuro vantaggio trovato da Khedira che recupera un pallone in area azzurra, sfuggito invece alla vista di un Allan imperdonabilmente distratto.0-1. In 46 minuti di gioco, il Napoli ha ben 4 occasioni per accorciare le distanze. Le più clamorose con Hamsik che spreca con un tiro frettoloso e imperfetto, un propizio corridoio che la blindata difesa aveva concesso e al 40esimo anche Insigne riesce ad intrufolarsi, serpeggia con facilità, ma il suo tiro esce fuori di poco dai pali. Decisamente più pimpante il ritorno degli azzurri nella seconda parte della gara, con un Callejon che si vede annullare un goal, nitidamente in fuori gioco, seguito da un Hamsik che si fa perdonare le sbavature del primo tempo con un tiro parabolico ravvicinato che incastra nell’angolino alto e interno della porta di Buffon.1-1. La partita si riaccende, tutto è più fluido veloce e pericoloso. Buffon non vince il duello contro Mertens a venti metri dalla porta e si lascia sfuggire il pallone che il Belga rincorre, cerca di direzionare in extremis dalla linea limite del campo, ma colpisce in pieno il palo esterno. Ancora Mertens si rende protagonista negli ultimi dieci minuti di gioco, mancando un assist di Callejon e cadendo in un affettuoso abbraccio con Lichsteiner, in cui non c’era da sanzionare alcuna irregolarità.

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Un risultato giusto per una Juve sovrana al primo tempo e per un Napoli agguerrito nel secondo. Se da una parte la Juve detiene il merito di avere qualche qualità in più nella gestione palla e nelle buone capacità tecniche finalizzate a contenere l’aggressività avversaria con due pezzi da 90 come Bonucci e Chiellini, dall’altra il Napoli risponde con una migliore concentrazione e determinazione che ha portato gli azzurri all’equità del risultato. Anche se, ancora una volta, Sarri ha da recriminare ai suoi uomini le troppe occasione sprecate e qualche egoismo individuale di troppo che ha, in alcuni tratti della gara, acceso troppe discussioni e malumori. Il migliore in campo resta Hamsik che anche se la sua prestazione è stata segnata da qualche sbavatura, resta punto cardine del gioco azzurro e il cervello tattico della squadra. Per pari meriti, sale sul podio d’oro anche Insigne, che oltre il ventaglio di qualità tecniche che dispone, ne ostenta altre due che non si insegnano ma sono innate: cuore e anima. Troppo irrequieto e precipitoso con palla a piede è stato Mertens, ma a volta la bolla di emotività che alcune gare si portano, può pesare sulle… gambe!

La rivincita, ribalta o resa dei conti ci sarà Mercoledì, alla stessa ora, allo stesso posto e con gli stessi sfidanti. Che sia Coppa Italia, poco importa, perché dopo un pareggio d’amnistia, la guerra è ancora da combattere e il vincitore, scalpita per… trionfare.

 

 

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