Corriere della Campania

Mertens e Insigne vincono ad Empoli. Ma il Napoli è ancora..poco!

Aperitivo ad Empoli per il Napoli. Con un digiuno di vittorie, gli uomini di Martusciello cercano il loro lauto pasto contro gli azzurri per invertire l’andamento in discesa di risultati ed allontanarsi dalle torbide acque della coda-classifica. Similmente gli azzurri, hanno fame di punti per strappare il secondo posto a tutte le dirette rivali ed assicurarsi un accesso, senza preliminari, alla Champions.

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La partita sembra mettersi a favore degli azzurri. Al sesto minuto di gioco, un calcione scomposto di Costa che colpisce in pieno stomaco Mertens è sanzionato con un rigore per gli azzurri da D’Amato. Ma Mertens sul dischetto non va a segno e Skorupski con un piede respinge il tiro del numero 14. Sotto pressione il Napoli non va in bambola. E tra falli e spintoni, Insigne trova il giusto corridoio nella difesa avversaria e accarezza il palo interno della porta, portando il Napoli in vantaggio. 0-1. Al 18′ Mertens si fa perdonare per la sua defiance iniziale, con una punizione a giro messa nell’angolino alto della porta di Skorupski, che arriva con il guantone sinistro ma non ferma e con un goal-capolavoro il Napoli sottoscrive il 2 a 0. Adesso è l’Empoli ad arrancare e a ad andare in affanno ).Una trattenuta in area su Callejon si tramuta in un secondo rigore per Il Napoli. Insigne non sbaglia, si regala una doppietta personale e un tris alla squadra. Migliore è il rientro dell’Empoli nella seconda metà di gioco che accorcia le distanze con El Kaddouri su punizione. 1-3. Il Napoli si rilassa e l’uscita di Insigne e Jorginho per Giaccherini e Diawara non portano quella freschezza e dinamicità che Sarri sperava. La partita è riaperta per l’Empoli e compromessa per il Napoli con il secondo goal dell’Empoli su calcio di rigore, per una spinta di Ghoulam in area, siglato da Maccarone, sembra riaccendere le speranze per la squadra di casa, che mette paura al Napolo. Con un Napoli ormai fuori partita e pericoloso per se stesso, D’Amato fischia la fine: 2-3.

Blindare punti, è l’obiettivo degli azzurri. E ci sono riusciti. Ma rischiare “la remuntada” per disattenzioni o deconcentrazione non è un atteggiamento da big. Con un primo tempo gestito alla perfezione chiuso con uno smacco di tre goal, gli azzurri avrebbero potuto ambire ad una goleada alla spagnola. Ma quando c’è da dare la stangata finale, il colpo di grazia, il Napoli entra in confusione e compromette anche le partite più semplici. Ancora una volta è stata timida ed incerta la prestazione di Diawara, che in maniera troppo incostante, alterna minutaggi ad alto livello e intensità ad altri decisamente dannosi per la squadra. Anche Ghoulam è ormai solo un fantasma di quello che era e quando  la squadra non gira, le sue prestazioni sottotono ingrigiscono con forza un Napoli in difficoltà, che risente del malfunzionamento del suo braccio sinistro, compromettendo la possibilità di sbloccare la partita sfruttando “la tattica fascia-cross”, punto di forza degli azzurro. Tre punti plus ma ancora troppa inesperienza nella gestione della partita.

 

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