Corriere della Campania

Juventus- Napoli: 3-1. Con due rigori la Vecchia Signora blinda l’andata di Coppa

La prima della semifinale di Coppa Italia va in scena allo Juventus Stadium.  

Un andamento flemmatico della gara, riscopre un pò di brio al 13 con due azioni bianconere: un incursione pericolosa di Dybala, bloccata in extremis da Koulibaly che mette un piede per riparare all’ errore di Reina nella fase di parata, e il traversone di Mandzukic su un calcio d’angolo di partenza. Al 20′, invece, è il Napoli a salire in cattedra e a turbare la passività di Neto, con pericolosi tiri dalla distanza di Insigne, Hamsik e Rog. A uno sfoggio di tecnica di Higuain che serpeggia tra i difensori azzurri per finire ad accarezzare il palo, risponde Callejon con un palo goal che porta in vantaggio il Napoli. 0-1. Sullo scadere Reina si immola e in due tempi dice no a Mandzukic e a Lichtsteiner. La calma apparente e la serenità con la quale si è giocata la prima fase di gioco, svanisce con il pareggio juventino appena all’inizio del secondo tempo: rigore per i padroni di casa su un fallo dubbio in area di Koulibaly su Dybala, che sul dischetto spiazza il portiere. La frenesia e la tensione si palesa con qualche fallo di troppo e con un paio di cartellini gialli per calmare gli animi in campo. Intanto Sarri pensa al risultato e ritorna al vecchio tridente, toglie un Milik che non ha brillato e inserisce Mertens. Nell’arco di 10 minuti il risultato si ribalta: Higuain su un’azione da calcio piazzato firma il 2 a 1 e Dybala sul secondo dischetto dubbio non sbaglia. 3-1.

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Sorvolando sugli episodi, il Napoli ha disputato una buona gara. Nel primo tempo è riuscito a mantenere un buon equilibrio e a ragionare di più. Il rigore ad apertura del secondo tempo è stata una doccia fredda che ha provocato un’ ipotermia dalla quale gli azzurri non sono riusciti a riprendersi. Del rigore meno dubbio per il Napoli non concesso, e su i due rigori altruisticamente assegnati ai bianconeri c’è poco da dire. Non essendoci moviola in campo, è umanamente possibile l’errore per gli arbitri. Sul primo, l’ostruzione di Koulibaly su Dybala era praticamente impercettibile, mentre la forzatura di Reina su Cuadrado era superabile se si fosse tenuto conto che il portiere azzurro era lanciato sul pallone e non intenzionato a falciare l’avversario. Per il resto è giusto sottolineare l’immensa bontà calcistica complessiva e singola degli uomini di Allegri, che riescono a soffrire, rimontare e vincere ogni partita, facendo leva su una mentalità vincente e su una voglia di primeggiare che fungono da collagene alle indiscutibili qualità tecniche. Mentre il Napoli resta ancora poco concreto sotto rete e poroso in alcuni movimenti difensivi che penalizzano sempre gli azzurri, vanificando la buona tattica e il grande lavoro del reparto accentrato e anche quello offensivo.

Il ritorno si giocherà al San Paolo e solo allora si tireranno le somme.

 

 

 

 

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