Corriere della Campania

Il girone del ritorno delle grandi

Ventesima giornata, seconda del girone di ritorno, il ritorno delle grandi. Scorrendo la classifica fa quasi effetto vedere così appaiate Juventus, Roma, Napoli, Milan, Inter e Lazio, anche se rossoneri e bianconeri devono recuperare due gare e i primi potranno riprendere la consueta fuga.

La Roma continua a vincere in modo cinico, quasi spietato per gli avversari e sbagliando anche un po’ troppo sotto porta. Ma Spalletti ha fatto capire che non è più tempo di crogiolarsi nei complimenti eterei per la bellezza del gioco espresso, è giunta l’ora di cercare il colpo grosso, anche se l’impresa è ardua. Ardua perché la Juventus è ancora davanti di molto, forse troppo, pur avendo due gare in meno. Ma nessuno può lamentarsi di nulla, visto quello che si diceva in estate sulla forza dei bianconeri.

Continua ad inseguire anche il Napoli, che si pone come obiettivo il ritorno immediato in Champions attraverso il secondo posto consecutivo. La squadra di Sarri ha oramai risolto i problemi di “spunta”, anzi, con Milik che torna ad allenarsi adesso c’è quasi folla e se poi anche Tonelli si mette a fare il bomber allora tutto va bene. Ma dietro ancora troppi palloni superano Reina e la domanda sorge spontanea: “Dove è l’agognato Maksimovic?”

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L’Inter sembra guarita grazie alle sapienti cure italiane del dottor Pioli. I nerazzurri calano la sesta vittoria consecutiva complessiva ( cinque in Campionato e una in Europa), la settima in otto gare. Adesso Icardi e guardano da vicino compagni i cugini rossonerei, l’ex squadra del loro nuovo Pigmalione e il Napoli. Nota su Icardi. L’argentino non sarà simpatico, non sarà un gentleman e non avrà ancora vinto niente, ma dopo il gol con il Chievo in campionato sono 15 reti in 20 gare e in totale in nerazzurro sono 69 in 130 partite. A 24 anni ancora da compiere forse non puoi permetterti un’autobiografia, o almeno certi contenuti, ma è forse l’unica costante positiva dell’ultimo quadriennio nerazzurro e la principale per il futuro.

Tra le big ritrovate ormai c’è la Lazio di Inzaghi, che continua a vincere e a fare bella figura nelle sfide difficili come quella contro l’Atalanta. I biancelesti adesso hanno l’obbligo di credere all’Europa e per il suo giovane tecnico si aprono scenari futuri impensabili questa estate. E se per la panchina l’enfant prodige di famiglia fosse Simone e non Pippo??

L’Atalanta di Gasperini cade invece alle prove di maturità, prima a Torino e poi proprio contro la Lazio, ma casca in piedi. Il bel gioco e la mentalità hanno raccolto plausi e complimenti da tutta Italia. Sicuramente i punti avrebbero fatto più piacere, ma la prova è che la squadra è viva, presente e non abbagliata dalla ribalta. Peccato che stiano già cascando via i pezzi, ma questa squadra almeno per quest’anno sembra in grado di restare lì ed inseguire un sogno impossibile. Un’occasione unica, forse irripetibile, proprio per quella spada di Damocle chiamata mercato che pende sulla testa della rosa bergamasca.

In fondo alla classifica è buio pesto per il terzetto Palermo, Crotone e Pescara. L’Empoli, nella prima posizione utile per la salvezza, è a più otto dai rosanero e a più nove dalle due neopromosse. Il dato clamoroso è che l’Empoli è relativamente sereno con una media punti di appena uno a partita. Questo dimostra quanto la missione delle tre ultime sia quasi impossibile. Impensabile guardare al Sassuolo a 21 punti, che appare inoltre in piena fase di rilancio con il resuscitato Berardi.

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