Corriere della Campania

Antimo Buonanno: Il Michelangelo fatto di marmo

“Questo era Michelangelo Buonarroti, UN UOMO FATTO DI MARMO”.

Ecco, questa è l’eclamazione cardine che tiene insieme tutti i pezzi di uno spettacolo innovativo, originale e profondo. Molti penserebbero che lo scegliere questa frase come sunto e punto di partenza di un’opera teatrale dallo stesso titolo, “Michelangelo, sono fatto di marmo”, sarebbe cosa scontata e banale per chi lo stia recensendo, cioè IO.

Invece, per chi ha assistito allo splendido spettacolo  ideato e interpretato da ANTIMO BUONANNO, sotto la magistrale direzione di Antonio Vitale, capirebbe la portata interpretativa e strutturale dell’ affermazione citata sopra, che modella l’intero spettacolo. L’attore BUONANNO, senza ausilio di spalle, di musiche, ma completamente da solo, con una palco allestito in maniera povera ma efficace, è riuscito a tenere alta l’attenzione di una platea intera per quasi 50 minuti con trasporto e a tratti commozione.

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Alternando momenti di alta drammaticità, a leggere venature di tragi-comicità che accompagnano alcuni episodi della vita dell’immortale scultore, è riuscito a palesare con la sua interpretazione, UN MICHELANGELO UOMO, strappandolo dall’Empireo dei grandi e perfetti personaggi di storia, e trascinandolo nell’Inferno terreno, dei comuni e finiti mortali, con le loro passioni e i loro vizi. Un uomo capriccioso, testardo, impertinente, sofferente all’autorità, dilaniato e consumato dalla sua stessa passione e dal terrore di non essere all’altezza, a causa anche di un un padre troppo critico, che non sosteneva le sue scelte di vita, una “vita completamente devota all’arte”. Ma anche un uomo orgoglioso e umile, che ai grandi palazzi lussuosi preferiva la sua bottega, sporca e polverosa, prodigo nello spirito a Vittoria Colonna ma nel corpo al suo allievo Tommaso Cavalieri. Un uomo amato e stimato da tutti, ma chiuso e solo nei suoi tormenti che sbalzavano  dal polo della perfezione scultorea al polo di una perrenne insoddisfazione per una vita, la sua, che troppe volte lo opprimeva. Così, Antimo Buonanno, facendo leva sulla sua bravura ed esperienza teatrale e il suo indiscusso talento, già dimostrato in un’altro suo capolavoro “Io James Dean“, ha dato forma, voce e spessore umano ad un’altro grande artista italiano, in una narrazione enfatica, coinvolgente e appassionante.

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