Corriere della Campania

Napoli-Sampdoria 2-1: La vittoria di un brutto Napoli.

Un Gennaio pieno di novità. Nella prima annuale, Sarri sbalordisce tutti in due colpi, il primo in difesa, facendo debuttare Tonelli al fianco del solido di presenze Chiriches, il secondo in panchina, lasciando libero un sediolino per il neo acquisto From Genoa, Pavoletti. Sulle fascie il titolarissimio Hysaj sulla destra, mentre Strinic, sulla corsia opposta, per sopperire all’assenza di Ghoulam occupato nella Coppa d’Africa. Il solito tridente con Mertens prima punta, mentre Callejon ed Insigne un passo dietro. Ed un centro campo misto di tecnica e forza con Allan, Jorginho e Hamsik. Con una Sampdoria in maglia blu, gli azzurri dovranno tenere a bada una squadra agguerrita e fisica su un campo del San Paolo pietoso ed imbarazzante per l’inaspettato rigido freddo che ha colpito la Campania.

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SI PUÒ VINCERE IN CINQUE MINUTI:I primi venti minuti sono di palle sulla traversa, di fraseggi spezzati e di difficoltà a cercare spazi giocabili e corridoi propizi al goal. La Sampdoria, qualitativamente nei singoli e nel complessivo, inferiore al Napoli, asfissia con un gioco maschio i padroni di casa, con il fine di innervosirli e snervarli. Le occasioni più interessanti sono state, per gli azzurri, quella di Mertens, che trova la presa in due tempi di Puggioni e, per i blucerchiati, la punizione di Alvarez, finita poco sopra la traversa. Al 30′ con un autogol di Hysaj che intercetta con la spalla un assist di Schick perso nella marcatura da Chiriches, la Sampdoria passa in vantaggio. 0-1. A sgretolare un Napoli già frammentato nel gioco ci si mette anche un arbitraggio troppo buonista verso una Sampdoria che tra spintoni, schiaffetti e sgambetti miete vittime tra centrocampo e attacco. Nel secondo tempo la palla scivola più veloce ma il Napoli continua ad essere inconcludente e sprecone. Clamorosa l’espulsione del difensore avversario Silvestre, che prende il doppio giallo per aver ostacolato la rimessa del portiere. Ma Il giallo non c’era e nemmeno il fallo. Di Bella aveva avuto l’imbarazzo della scelta di gialli, per i tanti falli commessie eppure alla fine ha scelto il meno fallo di tutti per lasciare la squadra di Giampaolo in 10. Ma la vera svolta della gara è stata l’entrata di Gabbiadini, che dopo una decina di minuti dall’ingresso in campo, va in porta di ginocchio su assist di Callejon e pareggia i conti:1-1. Il Napoli cresce negli ultimi cinque minuti, raggiungendo l’apoteosi con Tonelli, che sullo scadere del recupero e su assist di Strinic, tira un siluro sotto la traversa e la partita si chiude 2 a 1

VINCERE SENZA”BELLEZZA“: Un Napoli in caduta libera per circa ottanta minuti. Hysaj inesistente, reduce da uno stato influenzale che lo aveva reso indisponibile fino alla mattina, ma inserito all’ ultimo momento. Una difesa troppo bassa e timida. Un Hamsik che non ha saputo radunare i compagni e impostare qualcosa di buono. Una quadra annebbiata nella mente e spossata nel fisico. Ciò ha determinato degli errori tattici, anche elementari, come una semplice triangolazione, che hanno reso una partita da chiudersi subito in un dispendio di energie ficische e mentali esagerato. Incomprensioni tra i reparti, la fascia di Strinic sterile di cross, Insigne poco collaborativo, hanno fatto da cornice di cartone ad un quadro stracciato! Ma il Napoli non ha mollato e nel suo inedito giocare male, ha ritrovato concentrazione e tenacemente ha blindato i primi tre punti dell’anno. Una delle poche volte che il Napoli gioca male e vince. D’altronde il calcio è fatto anche di occasioni e di colpi di fortuna. Ma ritrovarsi a giocare una partita dura ed estenuante per una gestione superficiale e distratta della palla… non è una situazione sostenibile per lungo tempo. Il campo non era dei migliori, ma l’apatia di gioco azzurro non permette attenuanti. Nota positiva? Tonelli, che ha dimostrato di essere pronto per la difesa azzurra e il suo proporsi e allungarsi lungo il campo, non fara’ rimpiangere Koulibaly.

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