Corriere della Campania

La zebra dà uno strappo, ma il diavolo e la lupa non mollano la presa

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare e la Juventus da sei anni è sicuramente la più dura del gruppo. I bianconeri ritornano padroni della Serie A, mostrando come quella di Genova sia stata solo una defaillance dovuta agli impegni europei. I bianconeri dimostrano inoltre di sapere vincere quasi sempre le partite che contano, quelle che ti fanno conquistare la vetta o tenerla. Dimostrano forza battendo uno degli avversari peggiori che le potesse capitare, una delle squadre migliori d’Europa per rendimento. Ma la Juventus non solo vince, mette anche in mostra quella superiorità che fa paura a tutti e fa dire già da mesi che non c’è gara, non c’è storia.
Guardando il Mandzukic delle ultime uscite verrebbe da chiedersi: DybalaHiguain … chi? Ah si, anche loro ci sono e servono. Pjanic non è al centro del gioco, vero, ma intanto il piede è sempre caldo e i gol e gli assist ci sono in abbondanza.
Per l’Atalanta dei giovani un ritorno alla realtà, purtroppo brusco, ma che nella prospettiva di una lunga e solare carriera servirà. Un giorno Caldara, Kessie e compagni potranno pensare a quanto sembrasse tutto troppo facile e bello prima di incontrare i campioni veri e vincenti e a quanto sarà servita questa lezione per diventarlo e imparare a vincere. Detto ciò per i nerazzuri la stagione quasi sicuramente sarà rosea, basterà capire che alcune gare per ora non si possono vincere, che è tutto normale, senza farsene un cruccio eccessivo.

La vittoria serve alla Juve per cominciare a scremare il gruppo delle inseguitrici. L’Atalanta perde lo “scontro diretto”, la Lazio perde il derby per ingenuità. La storia è un po’ la stessa dell’Atalanta. Gara difficile, contro una squadra superiore forse soprattutto nella testa e nel carattere. Per i biancocelesti la batosta sarà psicologicamente più pesante, perché il derby a Roma è il derby. Una finale a se, un torneo nel torneo, che psicologicamente può pesare per sei mesi sull’umore dei tifosi e dell’ambiente. Anche ora basterà capire che Inzaghi e i suoi ragazzi hanno fatto davvero tanto sin qui e che se lasciati tranquilli e appoggiati potranno far vedere ancora bellissime cose ai tifosi. Infondo c’è un intero girone per migliorare e preparare la vendetta. Il Torino si dimostra un grandino o due sotto le altre e manca di continuità. L’Inter è allo sbando e Pioli impiegherà tempo per trovare la chiave di volta giusta, nel frattempo passerà l’ennesima, anonima e insoddisfacente stagione.

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Le uniche che tengono il passo e per ora sembrano avere soprattutto la voglia e il carattere per inseguire la Juventus sono Milan e Roma. Rossoneri e giallorossi restano inferiori per organico e livello tecnico, entrambe con infortuni dell’importanza di quelli della Juventus avrebbero fatto molta più fatica, ma per ora dimostrano una forza capace di vincere anche partite complicate o che si trasformano in difficili. Vincono anche pazientando, anche allo scadere e questi punti alla lunga possono diventare pesantissimi. Sicuramente la Roma deve arrivare in Champions, quindi il secondo posto è quasi l’obiettivo minimo. Il Milan partiva senza pretese e senza speranze, sin qui è tutto più che buono. Ma la stagione è lunga e si dovrà fare attenzione al ritorno di Napoli e forse Fiorentina, oltreché alle tante sorprese trafficanti in quella zona.

Si ritrova il Napoli, ma di questi tempi strapazzare l’Inter non è detto che sia indice di guarigione. Il bello per Sarri e i suoi viene adesso, dimostrare di essersi ritrovati dopo i sette punti conquistati in tre gare, che se fossero stati nove sarebbe stato più giusto ed importante, considerando anche quanto fatto con il Sassuolo .

Dietro poco da dire. A Palermo si cambia, come sempre. Ma forse De Zerbi è durato anche più del previsto e come ha detto Zamparini forse un poco se l’è cercata lui, almeno con lo Spezia il risultato si doveva fare. Corini è un’incognita con poco esperienza e un curriculm diviso tra ottimo risultato e fallimento. Sicuramente ci metterà grinta e cuore, poi si vedrà. Certo è che la lotta sembra essere sempre più ridotta ad un drammatico quattro per uno. Con i rosanero solo Empoli, Crotone e Pescara rischiano davvero. Le altre sono mediamente già troppo lontane e molto più convincenti. Frutto delle tante squadre con tanti punti è anche il fatto che dietro ci sono quattro squadre quasi materasso, che stanno concedendo punti a tutte. Risorge il Sassuolo, che ora forse senza l’Europa potrà risalire un po’ la classifica. Infine si chiude, o quasi, il caso Berardi. Di Francesco dice che la prossima settimana tornerà ad allenarsi con il gruppo,  e per le gare? Si dovrà aspettare il nuovo anno e per il tecnico neroverde sarà  lui il vero nuovo acquisto, ma la domanda sorge spontanea: sicuro che lo sarà del Sassuolo?

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