Corriere della Campania

CHEPECOENSE: Le favole non hanno più un lieto fine

Succede in Brasile. In quel calcio spettacolare, grintoso, colorato nel gioco, fatto di dribbling da capogiro e fantasie di piede da far perdere la vista. Un calcio scenografico come il loro leggendario carnevale. Quei campi che hanno fatto crescere e maturare campioni che anche il calcio italiano ha potuto ammirare: Careca, Ronaldo, Ronaldinho, Falcao, Zico, Rubinho, Maicon. Ecco giusto per ricoprire un mezzo secolo di arte calcistica raffinata.

Quello stesso Brasile che non solo dà forma a campioni da spedire oltremare, ma riscrive belle storie di calcio e favole immortali da raccontare ancora e ancora per insegnare che il Calcio è spirito di iniziativa, forza di gruppo e sacrificio… ma anche il trampolino di lancio per entrare di testa e immergersi nel mare dei sogni.

La Favola che vi voglio raccontare si chiama CHEPECOENSE. Un club che volava basso, senza un vero campo di allenamento o una palestra o uno staff tecnico e medico, militante in quarta divisione e senza pretese. Eppure a volta la bravura, la grinta e la determinazione non hanno bisogno di un bel campo sintetico e riscaldato per esplodere…e così nel 2013 arrivano in seconda divisione alla guida di Bruno Rangel. Da quel momento è stata una galoppata in ascesa, l’anno scorso arrivano ai quarti di finale in Coppa Sudamerica e quest’anno… la finale, eliminado anche un certo San Lorenzo o Indipendiente.

Il giorno della finale è arrivato. Mercoledì. Si va in Colombia per giocarsela contro l’ ATLETICO NACIONAL.

La squadra non è arrivata in Colombia. E la partita non si giocherà.

Stanotte l’aereo in cui calciatori e staff viaggiavano, è precipitato. 76 morti e solo 6 superstiti.

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Forse un problema elettrico, forse un serbatoio rimasto a secco. Tante le ipotesi… mai quante i morti.

Della squadra non rimane più niente. Se non i pochissimi giocatori mai partiti e i tre sopravvissuti.

L’ambita coppa è stata assegnata alla squadra brasiliana, come gesto di solidarietà. E i club brasiliani hanno assicurato il prestito gratuito di calciatori per la stagione 2017, esentando il club dalla retrocessione in B per tre stagioni.

Quindi finisce così la favola. Il destino ha strappato l’ultima pagina di questa bella storia, scarabocchiandola, annerendola e rincollandola tutta stropicciata. Quel destino ha sabotato la vita con la morte e ha distrutto..tutto. E per questa volta il lieto fine non c’è stato e la favola diventa tragedia.

Ora, o meglio poi, a mente fredda, l’importante è rialzarsi, ricominciare, sempre.

Palla al piede, testa alta e corsa nelle gambe. Perché anche questo insegna calcio.

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