Corriere della Campania

Non è crisi. Il Napoli ritrova la vittoria contro il Crotone.

Si dice che TRE sia il numero perfetto. Ma non ditelo a Sarri e Co. dato che “tre” sono il numero di sconfitte consecutive che il Napoli ha conseguito tra campionato e Champions. Un Napoli che deve alzarsi da questo scivolone durato più di duecento minuti e riprendere la sua corsa con sicurezza e costanza. E quindi sotto con il Crotone…a Crotone, nello stadio nuovo e con i tifosi, in tanti, per inaugurare nel migliore dei modi la nuova Arena calcistica. Insomma una partita strabordante di obiettivi: per i padroni di casa conquistare i primi tre punti puliti in campionato da aggiungere all’unico punto conquistato in nove giornate, mentre per il Napoli la vittoria è vitale per ammortizzare le ansie, sfatare i dubbi e placare la tensione. Con Diawara confermato al centrocampo, Strinic e Maksimovic più arretrati e con l’attacco affidato a Gabbiadini, Mazzoleni da il via a Crotone-Napoli

UN PÒ DI TANTO: Un Napoli  bello. Con Hamsik e Martens in  formissima e pericolosi. Ma la prima firma è di Callejon, che crossato da Mertens disegna con il pallone un tiro diagonale dalla sua solita posizione dislocata e mette dentro, nonostante lo zampino( non decisivo, perché la traiettoria della palla già era perfetta) di Claiton dos Machado. Ma la monotonia di una partita equilibrata e serena, viene spezzata dall’espulsione di Gabbiadini, che subisce un bruttissimo fallo da dietro e ingenuamente cade nell’errore del fallo di reazione, con un brutto calcione sul quadricipite dell’avversario. Con il Napoli in 10, dopo un paio di minuti è Maksimivic a segnare il 2 a 0 per la sua squadra: da un calcio d’angolo, il pallone prima viene sporcato dalla testa di koulobaly e poi pulito dall’interno sinistro del serbo. Secondo tempo a ritmi più pacati per il Napoli, mentre il Crotone si è reso protagonista di un paio d’azioni da goal che hanno messo in seria difficoltà la difesa azzurra. Ma tutto sommato non è stato un tempo emozionante, almeno fino al goal del Crotone: 1-2.

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CIAO NAPOLI, ORA MI DIVERTO: Finalmente un Napoli bello dentro e fuori. Che il corpus fosse sano, lo abbiamo ribadito più volte. In quanto, almeno le prestazioni atletiche degli azzurri, erano insindacabili, perché di fiato e di gamba non hanno mai peccato. Il problema era la mens, che cominciava a mostrare troppi segni di cedimento e una serenità sfuggente ed evasiva. Una mancata tranquillità mentale  che ha gettato gli azzurri, nelle ultime tre partite, in un vortice di insicurezze, distrazioni e cali d’attenzione, determinanti, in negativo, per i risultati dei partenopei. Oggi invece il Napoli ha dato segni positivi. È ritornato fulgido e tatticamente intelligente, capace di accelerare e rallentare a seconda delle necessità di partita, senza affannarsi nè rilassarsi troppo. Gli azzurri sono riusciti a gestire bene la gara, il vantaggio e soprattutto la famelica aggressività, fallosa, degli avversari. Il Crotone, da parte sua, ha il merito di aver retto più di novanta minuti, contro una squadra anni-luce superiore in qualità e quantità, e nonostante la sconfitta, gli uomini di Nicola possono uscire dal campo a testa alta e con la consapevolezza di averci provato. Tra i migliori azzurri, è ritornato il cervello Hamsik a prendersi cura del centrocampo riscattandosi dalla mediocre prestazione in Champions, e ri-vestendosi della sua funzione nevralgica nella costruzione delle manovre offensive. Per non parlare di Diawara che a 19 anni vanta già un temperamento e una visione di gioco, con tanto di completezza tecnica personale che arricchiscono di qualità il centro campo azzurro. Lo stesso Reina è sceso in campo più determinato e grintoso, peccato per il goal di Rosi.

Ma nel complesso il Napoli c’è.

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