Corriere della Campania

Napoli-Roma:1-3. Spalletti studia e annichilisce il Napoli.

Dopo la sosta nazionale, dopo l’infortunio di Milik e dopo una clamorosa stonatura azzurra contro l’Atalanta, il San Paolo torna a popolarsi, facendo sold-out, in occasione dell’ottava giornata di campionato che vede il Napoli impegnato nel big match contro la Roma. Una partita, che per molti, decreterà, con una vittoria, la formazione anti-juve, cioè quella che avrà più fiato, gamba e cervello per sostenere questa corsa alla vetta. Con un classico 4-3-3 Sarri propone un tridente offensivo composto da Callejon, Gabbiadini e Insigne , mentre nelle retrovie ripropone Maksimovic, già promosso a pieni voti, concedendo ad Albiol un altro turno di riposo così da recuperarlo a pieno, dopo il risentimento muscolare che lo ha rilegato in tribuna.

SENZA PARTITA: Cinque minuti di ambientamento ed è subito occasione per Insigne su Punizione e per la Roma con Dzeko. Si cominciano a vedere le prime azioni costruite, iniziano ad uscire i primi geni di gioco, con manovre più fraseggiate e concrete. Decisamente migliore la prestazione degli uomini di Spalletti che intimoriscono in varie occasioni i padroni di casa, che creano poco e sono pochi incisivi sotto rete. Un gioco poco attento, sciatto, superficiale, monotono e prevedibile. E la mediocrità azzurra viene punita sullo scadere da Dzeko, servito da Salah che approfitta di una indecisione difensiva di Koulibaly ed è facile per lo bosniaco allungare le distanze: 0-1.

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Ancora è la Roma nel secondo tempo, con Dzeko a ribadire che è la sua squadra, la più forte. Su un calcio di punizione, l’attaccante giallo rosso ci mette la testa e insacca: 0-2. Allora Sarri prova a smuovere il suo Napoli, appannato e disorientato, inserendo Mertens in sostituzione a Gabbiadini, non eccellente in campo. L’occasione per il Napoli arriva subito su un calcio d’angolo, con Koulibaly che salta più di tutti in area e accorcia le distanze: 1-2. La partita si riaccende, finalmente si comincia a vedere il vero Napoli, quello veloce, fluido, scattante, intelligente nelle costruzione e imprevidibilmente offensivo. Ma lo scacco matto arriva con Sarah, che con un colpo da biliardo chiude la partita sull’1-3.

NAPOLI DA..PAURA: La Roma ha meritato di vincere. Ha giocato meglio, ha disputato una buonissima prestazione a livelli alti. Ma soprattutto il vero vincitore è stato Spalletti, che ha appurato diversi accorgimenti tattici capaci di imbrigliare il Napoli e metterlo in difficoltà. Ed è stata questa la chiave di volta che ha permesso ai romani di espugnare il San Paolo: costruire azioni sugli errori e sulle pecche difensive azzurre. Nel Napoli si è sentita la mancanza di Milik, l’attacco azzurro è stato per troppe volte allo sbaraglio e senza riferiemtno. Gabbiadini ha sprecato molto sotto rette, troppo molle negli inserimenti e spesso in ritardo nei tagli e incapace di cercare spazi giocabili. Meglio con l’entrata di Mertens, la sua velocità e il suo istinto da goal hanno destato una partita assopita dalla prestazione insufficiente degli azzurri, ma ormai era troppo tardi per recuperare con un Napoli in ritardo di testa, di gamba e di voglia.

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