Corriere della Campania

Atalanta-Napoli 1-0: chi vince è Gasperini!

ATALANTA-NAPOLI: Ad un percorso altalenante di risultati dei padroni di casa orobici, della serie o si perde o si vince, con 4 sconfitte e due vittorie, si oppone quello di un Napoli, glorioso e vittorioso, macchiato solo da due pareggi. E in questo gioco d’opposti, dobbiamo tenere conto sia di una qualità fisica e tecnica degli azzurri incomparabile( per positività!) a quella dell’Atlanta, ma soprattutto un’aria pesante che si respira nell’ambiente bergamasco che appesantisce di tensione e preoccupazione un contesto già sensibilmente provato dalle troppe sconfitte, opposto a quello azzurro, ottimista e galvanizzato dai risultati ottenuti non solo in campionato ma soprattutto in Champions. L’Atalanta può giocarsi una sola carta per schiacciare il Napoli e tentare di vincere un match difficile: predominare sul piano fisico, contrastando la propria freschezza fisica contro un Napoli, fisiologicamente più stanco, per i diversi impegni calcistici.

PARTITA: Prima dei 10 minuti il Napoli passa in svantaggio con Petagna per una leggera disattenzione della retroguardia azzurra. Così L’Atalanta si chiude e il Napoli costruisce poco e quel poco rimbalza sul muro umano della difesa avversaria. Ma, più aumenta la pericolosità azzurra, più aumentano i cartellini gialli per i padroni di casa. Pur sempre una pericolosità a singhiozzi e poco convincente. Al 28′ è Ghoulam a disegnare una parabola discendente, perfetta e ad effetto, ma Berisha riesce a smanacciare e fa il miracolo. Gli azzurri sono nervosi, appannati e disorientati. Il loro è un gioco scattoso, macchinoso e soprattutto prevedibile. Negli ultimi cinque minuti ci provano Milk, con un tiro centrale ma debole, e Zielinsky che come un toro sbuca dal centrocampo e prova dalla distanza, ma supera di poco la traversa. Sarri, nervoso e mangiucchiando l’immancabile cicca, corre negli spogliatoi a scuotere i suoi, per il loro comportamento inesistente e per il loro gioco paurosamente elementare.

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Secondo tempo privo di emozioni per L’Atalanta che vuole solo difendere il vantaggio ed ostacolare il Napoli, cercando di creare più occasioni possibili per fare melina. Il Napoli resta ancora fuori partita, si muove a tentativi senza avere logica nelle costruzioni. Sarri tenta dei cambiamenti in corso per smuovere questa fase di stagnazione del Napoli, con Gabbiadini, Mertens e Giaccherini. Ma la musica è la stessa: un Napoli da coro e un’ Atalanta da grantenore. Il match si chiude con un improvvisato e discutibile spogliarello di Gasperini che urlando e agitandosi come un ossesso, diventa protagonista dell’unica scena più divertente ed appassionante in 90 minuti e passa di partita.

ANCORA NAPOLI SALVA CRISI ALTRUI?: Ecco di cosa aveva bisogno Gasperini, di vincere contro una big e dimostrare che il rodaggio dell’Atlanta è quasi completato, acquisendo una maturità tale da permettere ai suoi uomini di giocare a viso aperto contro qualsiasi rivale. E ci è riuscito. È stato un bravo stratega a preparare una gara perfetta, puntando sulla fisicità aggressiva per reprimere il gioco del Napoli ma al tempo stesso studiando i tipici errori degli azzurri, così da sfruttarli a proprio vantaggio. E così è stato. Il goal della vittoria è frutto di una comica-gag difensiva tra Ghoulam e Koulibaly.

Il Napoli, dal canto suo, ha giocato male. Nessuno dei titolarissimi era in condizioni fisiche per scendere su un campo così pesante e faticoso come questo di Bergamo. Gli azzurri hanno disputato una prestazione medio-bassa, hanno avuto pochissime occasioni per tentare di cambiare l’esito finale e le hanno sprecate tutte. Gli azzurri non sono mai saliti in cattedra e non hanno mai trovato il pallino della gara. Ma semplicemente hnno lasciato che l’Atalanta, con quel poco fatto, per gli evidenti limiti qualitativi e tecnici, apparisse come un grande squadra in rinascita.

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