Corriere della Campania

Cosa ci resterà di questa prima giornata

Dopo un Europeo agrodolce con un Italia bella, combattiva ma ai piedi del podio; dopo un’Olimpiade emozionante, ma con un calcio poco interessante vista l’assenza dei grandi nomi e dei colori azzurri; dopo i bagni al mare o in piscina, i festini di ferragosto e tutto il resto torna, finalmente, la Serie A.

La prima giornata andata in scena a cavallo fra le 18 di sabato e le 20.45 di domenica (fa quasi strano vedere tutte le gare giocate così vicino) ci ha lasciato sicuramente degli spunti interessanti, ma soprattutto la consapevolezza che per ora poco è cambiato e soprattutto che poco si può prevedere.

Partiamo dalle solite note, ovvero le big. La Roma dimostra di essere in grande spolvero e di avere già una precisa fisionomia. I giallorossi rifilano un perentorio 4 – 0 all’Udinese mettendo in lustro Perotti, Salah e soprattutto il ritorno di Dzeko. Attenzione però ai facili proclami. La Roma ad oggi è la più pronta del campionato insieme al Sassuolo, in quanto sono le uniche ad aver già disputato appuntamenti ufficiali ed importanti e che per farlo hanno dovuto cominciare prima la preparazione. I giallorossi inoltre hanno visto pochi dei loro campioni impegnati nei logoranti tornei estivi. Dzeko, Salah, e Perotti per motivi diversi non hanno disputato Europeo o Copa America . Altri giocatori come Florenzi o nono sono partiti o sono tornati mediamente prima rispetto agli avversari.
Certamente i giallorossi con il fortissimo reparto avanzato, l’arma in più di Spalletti in panchina e i più che buoni colpi in difesa si candida seriamente al ruolo di antiJuve, ma dovranno dimostrare realmente di riuscire a superare l’importanza di Pjanic della scorsa stagione e il pieno recupero di Dzeko.

La Juventus ha fatto quello che doveva fare, vincere. Certo considerando l’inizio da incubo dello scorso anno e la partita ardua uscita dall’urna al primo turno contro la Fiorentina la cosa non era scontata. La Juventus ha giocato bene, forse poteva fare anche di più e alla fine ha vinto di misura su un’azione viziata anche da una carambola fortunosa, ma questa non era nemmeno la vera Juventus. La vera vecchia signora pensata da Allegri e costruita da Marotta dovrà infatti avere per forza nell’undici di base Pjanic e Higuain e il nuovo centrocampista che arriverà, oppure Marchisio recuperato.
I bianconeri sono dunque gli strafavoriti sia per il mercato sontuoso, sia per la forza a priori, sia perché vincere contro la Fiorentina con almeno due o tre giocatori che saranno presumibilmente delle riserve non è da poco, ma loro l’hanno fatto sembrare così.

Male il Napoli. Gli azzurri per un’ora sembrano la brutta copia della squadra dello scorso anno e di quella vista in estate. Mancano corsa, idee, velocità di manovra e spunti personali. A questo vanno aggiunte tre distrazioni difensive li il 2 – 0 finale dei primi quarantacinque minuti è da prendere quasi in positivo.
Nella ripresa il Napoli però mostra due cose importanti: la prima che la rosa nel complesso è più competitiva del passato, visto che sono bastati tre innesti, di cui due nuovi acquisti, per pareggiare e sfiorare quasi la rimonta con un rigore fantasma.
Dalla squadra di Sarri ci si aspetta di più per tanti motivi: dimostrare di poter superare il lutto sportivo di Higuain, che non era solo per lui che si vinceva e che le scelte in chiave polemica verso tifosi, stampa, lega e tutto il resto siano accompagnate da risultati all’altezza.

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Benino il Milan di Montella. Forse siamo cattivi, ma stemperiamo i facili entusiasmi con cui è stata accolta la nuova era. Anche Inzaghi cominciò benissimo, non male Mihjalovic, poi sappiamo come è andata a finire. Il Milan di ieri ha mostrato un attacco dal grandissimo potenziale, anche se fa sorridere pensare a Bacca nuovo eroe dopo che per far cassa tutti hanno sperato e provato a cederlo. Va anche detto che super Carlos ha trovato anche delle praterie che il Toro ha clamorosamente concesso e pochi faranno. I problemi nascono soprattutto dietro, problemi che esistono dal dopo scudetto di Allegri. I due gol di Belotti e Baselli sono due clamorosi errori difensivi sia dei singoli che di reparto e nel finale la scarsa qualità di alcuni elementi ha fatto sfiorare una clamorosa rimonta subita stile Istanbul, menomale che in porta hanno trovato davvero un potenziale fenomeno.

Malissimo, ovviamente, l’Inter di De Boer. Diciamo che noi non siamo rimasti turbati e sconvolti come altri. L’Inter ha vissuto un’estate disastrosa che si vuole far passare per buona. La squadra è stata per il novanta per cento della preparazione sotto la guida di Manicini, svogliato e arrabbiato che alla fine ha lasciato. E’ andata a pescare De Boer che non ha ancora una grandissima esperienza ed ha avuto poco tempo. Ma i problemi sono stati altri. Il mercato, spacciato forse per troppo buono, ha portato solo due grandi nomi, Candreva e Banega. Non solo potrebbe essere poco, ma soprattutto questi due li aveva voluti Mancini e ora De Boer dovrà lavorare con quello che ha, praticamente è stato un cambio in corsa che potrà avere le stesse conseguenze di un cambio a metà stagione.
Inoltre dopo tutto quello che era successo ci vuole decisamente fegato a riproporre Ranocchia titolare.
Condanniamo infine fortemente la vicenda Icardi. Il giocatore ha indubbiamente qualità, ma dall’uomo simbolo dell’Inter e capitano non ci si può aspettare dei twett ogni volta che una squadra lo contatta per un trasferimento e che lui decide di incontrare. La manovra era finalizzata ad un rinnovo che l’Inter ha concesso troppo facilmente a qualcuno che si è dimostrato ingrato e immaturo e che poi all’esordio non tocca nemmeno un pallone.

Brutta la Fiorentina di Sousa. E’ vero che andare alla prima allo Stadium non è facile, ma il buon Paulo non può dire che al pareggio potevano giocarsela, perché il 2 – 1 sta stretto ai bianconeri e loro hanno fatto pochissimo. Senza nuovi innesti di qualità e senza Borja Valero non c’è stato realmente gioco e considerando il pessimo finale di campionato della scorsa stagione il portoghese dovrà invertire la rotta, perché le cose non sembrano proprio girare per il verso giusto.

Non male la Lazio di Inzaghi. Dopo un’estate tormentata dalla vicenda Bielsa i biancocelesti aprono in maniera perfetta con il vantaggio e il gol del grande colpo Immobile. Bene anche l’esordio del giovane Lombardi, ma dietro si balla e rischia troppo. Il tecnico dovrà lavorare sulle due facce mostrate ieri, ma l’aquila priva di coppe potrà volare anche molto in alto.

Analizzate le big ci sono le cosidette “altre”. Alcune bellissime, altre sorprendenti, alcune deludenti o semplicemente rispondenti alle aspettative. Due volti anche per il Torino di Sinisa. Troppo brutta la difesa per essere quella del tecnico serbo, vecchio difensore e principale fautore degli schemi difensivi della grande Inter di Mancini. I tre gol presi sono tre evidenti errori dei singoli e anche del reparto. Buona la reazione e il carattere, che Mihjalovic può trasmettere a iosa, e bene anche i giovani talenti Belotti e Baselli. Forse il nuovo allenatore dovrà proprio ricredersi su quest’ultimo e altri elementi del centrocampo come Benassi, lasciati troppo frettolosamente fuori. Spettacolari anche Chievo e Pescara, che poco inibite dalle grandi avversarie rifilano ai più quotati giocatori di Inter e Napoli vere lezioni di calcio. Il Chievo è perfetto perché tiene e vince nettamente, il Pescara alla fine subisce, ma il gioco mostrato e il punto guadagnato fanno davvero ben pensare. Bene anche la Samp e il Bologna, anche se dipendenti dai loro bomber, ma bene sopratutto il Genoa del nuovo Juric che regala spettacolo ed emozioni. Male il Palermo, che rischia di essere una delle principali candidate alla retrocessione visto il mercato, e male anche il neopromosso Crotone. Prova discutibile dell’Atalanta di Gasperini, che però ha cambiato tanto in estate e non solo, avendo perso giocatori importanti nell’ultimo anno come Denis, Moralez, Cigarini e Bellini. La dea mostra però degli spunti molto positivi e dei giovani di grande interesse, come Petagna e Kessie.

Insomma alla fine della prima giornata ci ritroviamo a scrivere cose simili a quelle della fine dello scorso campionato. La Juventus vince sempre e Higuain segna sempre, peccato che ora siano dalla stessa parte. La Roma di Spaletti fa sempre più invenzione, mentre il Napoli pur volendo mostra dei limiti che sembrano difficili da superare. Male l’Inter che non riesce a fare il salto di qualità nelle ultime stagioni e Milan così così, con la Fiorentina incerta. In zona retrocessione il Palermo è in bilico così come aveva chiuso, con problemi dirigenziali e di gestione troppo gravi. Belle le realtà come Chievo, Sassuolo, Bologna e Genoa, che dimostrano di sapere resistere nel calcio degli ultrà milionari.
Da rivedere Toro e Atalanta, possono fare di più. Male anche l’Udinese e le neopromosse Pescara e Crotone. I friulani senza Di Natale e con un mercato che si affida anche troppo alle scommesse ora rischiano davvero, mentre le due cenerentole dimostrano grinta e voglia, ma forse alla fine i valori sono troppo inferiori.

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