Corriere della Campania

Napoli soffre con il Carpi. Higuain gioca tutto su rigore e fa il botto!

Anche contro il Carpi, il Napoli sfoggia l’atteggiamento migliore: con l’umiltà della grande squadra di affrontare ogni gara con la stessa intensità e concentrazione, senza badare a chi si ha di fronte, ma dare il massimo dell’impegno sempre. La neopromossa di Castori osa pochissimo, costruendo una strategia di gioco improntata sul tenere una difesa bassa, disturbando il gioco azzurro, anziché impostare una propria costruzione tattica. I primi venti minuti scorrono veloci, con un Napoli che se la suona e se la canta da solo, con tiri stonati e un rigore su Cellejon negato. Con la certezza che Doveri è fin troppo permissivo, ma avaro con i cartellini, gli ospiti si concedono fin troppi  falli. Dopo la mezz’ora di gioco, la durezza della gara e l’alta pressione avversaria, manda in affanno il Napoli, che arranca un pò fino allo scadere del primo tempo.

Con otto minuti di ritardo rispetto agli altri match, Doveri fischia l’inizio del secondo tempo. Ritornando a fischiare dopo 5 minuti Callejon per annullare un goal apparentemente in fuorigioco. Da questo momento in poi, il calcio passa in secondo piano e l’arbitro diventa il  protagonista. Nell’arco di dieci minuti o poco più Doveri caccia a raffica una serie di cartelli a discapito degli uomini di Castori, portando Bianco all’espulsione per doppia ammonizione. L’esagerazione di cartellini verso il Carpi è forse un modo subdolo di Doveri, per espiare la colpa di aver annullato un goal regolare azzurro?

Con un gioco a ritmi così serrati, la stanchezza si fa sentire, il nervosismo tocca livelli insopportabili e il timore che possa esplodere una rissa è concretizzabile. La chiave di svolta della gara viene servita da Koulibaly, che regala un rigore ad Higuain– anche se i rigori sarebbero dovuti essere tre per i fallacci in aria subiti dai napoletani- che non sbaglia. 1-0.

Anche se sacrificando il bel gioco, gli azzurri hanno saputo soffrire dignitosamente contro un Carpi che anche in 10 non ha battuto ciglio. Ma la graniticità della partita non ha scoraggiato il signorotto Napoli, che si è spogliato dei suoi abiti costosi, scorciandosi le maniche e lavorando duro per gridare vittoria.
REINA:8 Da annoverare, questa contro il Carpi, tra le sue migliori prestazioni stagionali, viene tentato dagli attaccanti avversari più volte, ma tiene i nervi saldi e i guanti caldi, così da chiudere il match con la sua porta illibata.

HYSAJ:8 Dopo un turno di riposo finalmente si riappropria della sua fascia, indegnamente e insufficientemente percorsa da Maggio contro la Lazio. Ottima prestazione, sicura e precisa, senza lasciarsi né intimidire n’è esasperare dagli avversari.

ALBIOL:6 Non fa niente di straordinario e non si distingue più di tanto.

KOULIBALY:7emezzo Sente la vicinanza della tifoseria, indignata quanto lui dei cori razzisti di cui è stato vittima nel precedente match. Ha l’occasione di segnare ma sbaglia per un pel di traversa. Passa quindi l’onere a Higuain, procurandogli un rigore, che castiga il Carpi.

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GHOULAM: 7 Non c’è dialogo con Insigne. Spesso si sovrappongono nelle marcature e si ostacolano a vicenda. Non brilla come al solito.

ALLAN: 7 In queste partite ostiche, un giocatore fisico come lui è essenziale.

VALDIFIORI:7 Meno imbarazzato e impacciato del solito. Più volte è lui a dare un’impostazione al gioco. Legge bene la partita e per contrastare l’ostruzionismo tattico del Carpi, prova lanci alti e lunghi verso l’attacco, per sorprendere e disperdere la difesa avversaria.

HAMSIK:7emezzo Si sa, un campione come lui è valorizzato in partite di livelli qualitativi superiori. Ma le migliori azioni nascono pur sempre dai suoi piedi. E anche se la sua prestazione non è eccellente come al solito, per la durezza del campo, resta pur sempre una pedina essenziale di questo Napoli.

CALLEJON:8 È lui che assicura brio al gioco. Timbra ogni palla e ostenta sicurezza nell’uno a uno contro lo sfortunato avversario di turno. Punito da cattive valutazioni arbitrali, si vede annullato un goal regolare.

MERTENS:7emezzo L’umiltà, non solo lo straordinario talento, è una delle migliori doti che vanta. Pecca di altruismo sotto porta, preferisce passare invece che tentare una conclusione personale, che probabilmente si sarebbe rivelata la decisione più giusta

HIGUAIN:8 A marcia ingranata dal primo minuto, subito familiarizza con la porta avversaria con diversi tiri avvelenati. È lui a risolvere la partita con un rigore al secondo tempo. Ribadisce cosi il suo record: un goal a partita, facendo24 su 24. Sost. GABBIADINI:6 Fa meglio sottorete, ma non è un degno sostituto di Higuain.

INSIGNE:7 Più impreciso rispetto alla bella prestazione contro la Lazio. Spreca belle palle provando tiri dalla distanza invece di giocare. Sost EL KADDOURI: N.V

 

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