Corriere della Campania

L’Inter va in semifinale. Sarri va in escandescenza, Mancini fa l’offeso e l’arbitro fa quel che vuole!

Quarti di finale. Coppa Italia. Napoli-Inter. Chi la va’, la spacca. O dentro o fuori. Partita secca, da combattere con le unghie e con i denti per novanta minuti, o più, se le circostanze lo richiedono. A fronteggiarsi sono due teste di serie. Da una parte il Napoli che sta vivendo un momento straordinario di crescita calcistica e caratteriale e dall’altra un Inter, che ha sgommato all’inizio di campionato, bruciando il motore sul sorpasso decisivo, ma che è fermo ai pit-stop confidando nelle “qualità meccaniche” di Mancini.c

INTER…ALL-IN: L’inter scende in campo con un robusto reparto d’attacco. Messaggio subdolo diretto al Napoli, che i neroblu non hanno nessuna intenzione di lasciarsi soffiare “la polpetta dal piatto”. E sono proprio gli ospiti a giostrare meglio la palla nel primo quarto d’ora di gioco. Sono poche le iniziative azzurre, sciatte e poco pensate. Gli uomini di Mancini, invece si mostrano molto più concentrati con un palleggio fluido e un alto possesso palla, con un gioco armonioso impreziosito dalle perle tecniche di Jovetic. Il Napoli ricomincia a respirare al 25esimo, quando Callejon tenta un tiro defilato che trova la presa sicura di Handanovic. Portierone in serata che fa una prodezza su Gabbiadini con una parata plastica e gli para sullo scadere del primo tempo anche una punizione.

Rientro a marcia ingranata per entrambe le sfidanti. Ormai il tempo è dimezzato, la posta è alta e la semifinale è agognata da entrambe. Ma è l’Inter a crederci di più, infatti al 74’ si porta in vantaggio con un bellissimo goal di Jovetic. 0-1.

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Con Hamsik e Higuain in campo il Napoli sembra ragionare e organizzare meglio il gioco, fin quando il Napoli non resta in 10 per un errore clamoroso dell’arbitro che non concede il rigore su fallo in area a Martens, ma lo espelle! Ormai il dado è tratto. Ma se ciò ancora non fosse chiaro, ci pensa Ljajic che fa il 0-2. E se tutto questo non bastasse, ci si mettono anche Mancini e Sarri che cominciano a battibeccarsi e a minacciarsi con un teso faccia a faccia, a causa di un sorrisino di Mancini rivolto alla panchina azzurra interpretata da Sarri come una presa in giro per la sconfitta, quando in realtà (a dire di altri) era un sorriso ironico per l’errore commesso dal quartouomo nell’avere segnalato 9 minuti di recupero invece di 5. Volano parole pesanti e offensive.

NON SI PERDE COSI: Diciamoci la verità, il Napoli non ha dato il massimo in campo. Ha subito, è andato troppe volte in bambola e non ha avuto un cervello “coerente e costante” nelle costruzioni di gioco. L’Inter ha giocato decisamente meglio anche se, sarebbe stata una squadra battibilissima se solo il Napoli avesse pensato per un attimo… di essere il Napoli. Anche l’arbitraggio non è stato dei migliori, troppe sviste, troppi regali e poca oculatezza nell’assegnazione delle ammonizioni e un fischietto usato come ciondolo anziché utilizzarlo quando le circostanze lo richiedevano.

Indecoroso, oltre che il Napoli, è stato il teatrino tenuto da Sarri  e Mancini sullo scadere, in cui l’allenatore azzurro ha sbagliato a rivolgere al collega parole offensive e discriminatorie ma dall’altra parte l’allenatore Intervista ha vestito “fin troppo bene i panni di vittima” denunciando e ingrandendo un battibecco, condizionato anche dalla rabbia e dalla tensione. Ma poi, che fine ha fatto la regola ancestrale che: CIÒ CHE SI FA IN CAMPO RESTA IN CAMPO?

Ma nonostante ciò il Napoli non ha giustificazioni. L’Inter ma meritato “sul campo” più del Napoli questa semifinale.

 

 

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