Corriere della Campania

Napoli-Torino: tre punti, due goal, un punto dalla vetta!

Rieccoci qui. Nel punto preciso dove eravamo rimasti. In forma, in corsa e soprattutto… in campo.

Nel giorno più “dolce” dell’anno, gli azzurri ospitano un Torino, malmenato dagli avversari precedenti, ma ora ardente di riscatto. Cosi Sarri, per evitare di distribuire carbone a fine partita, si affida al suo TOP TEAM, schierando in campo i “titolarissimi” di sempre. Eccezione per David Lopez preferito ad Allan e per l’incompreso VALDIFIORI, tanto esaltato durante la campagna acquisti estiva, ma ancora incapace di esprimersi al meglio. Sarà questa la giornata giusta per riscattarsi?

CHI L’HA DURA..LA VINCE: Anno nuovo… si. Ma conferme vecchie. Dopo i soliti primi dieci minuti di assestamento, inizia lo spettacolo azzurro. Il cervello si accende e le gambe cominciano a muoversi con sveltezza e precisione. Più volte gli attaccanti azzurri hanno tra i piedi la palla del vantaggio, ma la prima firma è nostrana..è d.o.c…è di INSIGNE, che mette in rete una parabola velenosa grazie alla complicità dei compagni che costruiscono un’azione fraseggiata veloce e geometricamente perfetta. Il Torino è schiacciato ma spintona bruscamente. E appena trova uno spiraglio prova a sorprendere Reina.

Ma l’occasione per il Torino è servita da Ghoulam, che regala un calcio di rigore a causa di un intervento ingenuo ed evitabile in area. È Quagliarella a realizzare sul discetto, nonostante Reina avesse intuito la direzione del pallone, ma la sua presa troppo morbida non è sufficiente. Non esulta l’ex azzurro. Si ricomincia da 1 a 1.

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Ma l’illusione dura poco per gli uomini di Ventura, che vengono destati da Hamsik con un inserimento meraviglioso e tiro in rete, passando tra le gambe del portiere. Con il risultato fermo sul 2 a 1, si ritorna negli spogliatoi.

È ancora Insigne nel secondo tempo, a tentare la doppietta su punizione. Ma la traversa…è infame. Sarri inserisce Martens e Allan, al posto di Insigne e David Lopez, per riavvivare un gioco ormai prevedibile e macchinoso. Ma la partita già ostica e pesante sul piano fisico, si complica quando i due allenatori vengono espulsi per proteste. Ora i 22 in campo sono soli e proprio nell’ultimo quarto d’ora, minuti decisivi per ogni squadra. Ottima la percussione di Martens, al 40esimo, che calcia un tiro/ assist, ma troppo veloce per essere sfruttato da Higuain e troppo defilato per entrare in rete.

La partita termina 2 a 1. E il Napoli si porta a -1 dalla capolista Inter e a pari punti con la Fiorentina.

RIPRENDERE…IL “LASCIATO”: Niente smentite, niente passi falsi ma solo conferme. Anzi Riconferme. Gli azzurri si ripresentano con la stessa mentalità, sinergia di gioco, intelligenza tattica e preparazione fisica dell’ultima gara. Nelle gambe e nella testa degli uomini di Sarri, sembra non ci sia stata nessuna sosta natalizia. Anzi vedere applicate in concreto nuove armonie tattiche e nuovi scambi di posizione più veloci e destabilizzanti per gli avversari (assimilati in poco più di una settimana di allenamento), conferma che “il gioco di Sarri” non è uno schema… ma una mentalità!

 

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