Corriere della Campania

Buona la prima contro il Cesena, ma la grinta dov’è?

 

Fuori dai giochi europei, più per demerito che per sfortuna, al Napoli resta un solo obiettivo da raggiungere, e anche necessariamente, ottenere l’accesso Champions, classificandosi al terzo posto. Per questo motivo la concentrazione è essenziale e indispensabile, perché gli azzurri hanno da disputare solo tre partite, d’altronde anche impegnative, e non possono nè devono permettersi altri scivoloni o errori ingenui e imbarazzanti. Anche perché di lacrime di coccodrillo, questa tifoseria ne è piena fino al disgusto e non ha più pazienza per tollerare vittimismo o fragili personalità.

E questa insofferenza è stata resa palese e visibile dagli ultras della curva B, che non hanno nascosto la loro delusione, ancora da digerire, per la sconfitta in semifinale di Europa League contro il Dnipro :“SE QUESTO È IL VOSTRO IMPEGNO, NON MERITATE IL NOSTRO SOSTEGNO 14-05-05”. Una sconfitta senza orgoglio e senza gloria, che ha lasciato il retrogusto amaro di aver mancato una grande occasione a causa di una ingiustificata e incomprensibile rilassatezza fisica e mentale, imperdonabile in certe sfide immemorabili.

Con Higuain in panchina, Gabbiadini prima punta e Benitez sul dirigibile, a causa dell’ espulsione rimediata alla fine della partita contro il Parma, le novità non mancano. L’allenatore opta per una formazione più leggera e meno impegnativa, in prospettiva anche del match dei match di Sabato pomeriggio contro la Juventus.

Ma solo quando ormai sotto di un goal al 14 ‘ con  Defrel, il Napoli comincia a dare segni di vita e a reagire. E il primo a pareggiare i conti è Mertens, che con un acuto perfetto non vanifica il duettato fraseggio Hamsik-Gabbiadini. Dopo un po’ il Napoli si porta in vantaggio, questa volta con Gabbiadini, grazie a Mertens che lavora bene sulla fascia e al numero 23 non resta che toccare appena la palla per portarsi sul 2 a 1. Ma il Cesena non ci sta, anche se ormai il suo destino è segnato dalla certa retrocessione, insiste e Defrel sigla la doppietta sullo scadere del primo tempo.

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Si riparte dal pareggio 2 a 2, che sta decisamente stretto al Napoli. Quindi ci pensa ancora Mertens, uno dei pochi azzurri che ha sempre mostrato attaccamento alla maglia e alla sua città, che ripaga Defrel con la stessa moneta e fa anche lui doppietta all ‘ 11.

La partita si conclude con una vittoria del Napoli per 3 a 2.

Niente da dire sul risultato che sta bene a tutti. Tre punti, per questo sprint finale, sono più che utili. Ma il Napoli avrebbe potuto fare di più e di meglio, contro una squadra che non ha un potenziale paragonabile a quello azzurro e che soprattutto non ha dalla sua la spinta motivazionale degli uomini di Benitez, ancora in corsa Champions, essendo il Cesena, un team con un piede e mezzo in B.

Eppure a prescindere da un finale segnato o meno, hanno giocato con l’entusiasmo e la grinta di una squadra vera. Il Napoli invece ha dato il suo solito minimo, di impegno, di forza, di voglia e di personalità, portandosi a quota più tre.

Ma non sarà di certo questo modo scontato di giocare che porterà al successo il Napoli,

perché la preda è una, ma i predatori sono tre e uno più affamato dell’altro.

 

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