Corriere della Campania

Napoli-Atalanta: arbitraggio scandaloso e un pareggio inutile.

212107257-1793d0d7-210d-4b93-8efc-42c3023858ccDopo il successo europeo, gli azzurri non hanno scuse: bisogna vincere. Quella contro il Dinamo Mosca,è stata una vittoria che ha fatto morale. E contro una squadra ostica come l’Atalanta, scendere in campo con più fiducia e convinzione, non può che fare bene. Ma niente deve essere dato per scontato.

QUALE PARTITA?: Già dai primi minuti, si rivela la partita che si immaginava sarebbe stata: difficile e faticosa. Le manovre di gioco non sono fluide. Il gioco è spezzato e nessuno primeggia con il possesso palla. Gli ospiti sanno difendere e anche attaccare, e non in poche occasione hanno messo in difficoltà Andujar. Trascorre la prima mezz’ora e il Napoli è riuscito a costruire ben poco, troppo statico e povero di idee. Fino al 45‘ la musica non cambia: partita noiosa e spenta.

Il Napoli ritorna in campo con un atteggiamento diverso, con l’intenzione di costruire qualcosa di buono. Ci sono delle buone intuizioni tra le linee azzurre, ma nonostante ci sia maggiore logicità e concretezza di gioco, il goal è ancora un’utopia. Più il Napoli aggredisce, più l’Atalanta reagisce a suon di falli. Al punto da trovarsi con un uomo in meno, per doppia ammonizione, al 10 ‘. Il Napoli potrebbe approfittare di questa situazione di svantaggio e provare ad entrare in rete. Ma un po’ la prevedibilità delle azioni e soprattutto la sicurezza e prontezza di Sportiello nel parare, tutte le azioni possibili di goal non vengono finalizzate.

Al 27 ‘ l’Atalanta passa in vantaggio con Pinilla , che ne approfitta di un passaggio arretrato di Henrique e sorprendendolo alle spalle, lo spinge, ruba il pallone, e vince Andujar. Oltre ai palesi limiti del Napoli, che non riesce a costruire un’azione pericolosa, a rendere il tutto più difficile, ci si mette anche l’arbitro. Colpevole di una serie di sviste ed errori, che condizionano la gara. Ad esempio, sull’episodio del vantaggio, Pinilla  si impossessa del pallone, commettendo fallo sul difensore azzurro, ma per il direttore di gara, incredibilmente sembra tutto regolare.

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SI È ROTTO QUALCOSA: Bocciato. Il Napoli ha giocato una pessima partita. È mancato tutto: grinta, carattere e concentrazione. E una grande squadra, che si ritiene tale, ed è in corsa per i posti vertici in classifica, non può permettersi di disputare queste partite mediocri. Il Napoli non aveva “fantasia tattica”, ha sprecato l’intero primo tempo in passaggi inutili e lasciandosi annichilire dalla superba aggressività fisica degli uomini di Reja. In campo erano disordinati e disorientati. Ed è mancata quella caratteristica essenziale che è il presupposto basilare che fa di un insieme di uomini, una squadra: comunicazione e sinergia delle forze. Ancora una volta il Napoli ha la colpa di aver buttato punti essenziali e di non aver sfruttato al massimo un momento positivo, fisico e mentale, che sembrava essere stato consolidato con la vittoria a Mosca. Di certo se si continua in questo modo, il Napoli non andrà molto lontano. E avrà molto da recriminarsi. Soprattutto ora, che il terzo posto si allontana di cinque lunghezze, con una “Sampdoria” di mezzo e una “Fiorentina” alle calcagne.

Una piccola parentesi è doveroso dedicarla all’arbitro Calvarese, che senza togliere demeriti agli azzurri, è riuscito a ricucire per se, un ruolo di Co- protagonista, sbagliando l’impossibile. A parte la necessaria espulsione di Gomez, per doppio fallo, l’arbitro veronese è riuscito a creare tensione in campo, con una direzione di gara palesemente a favore dell’Atalanta, divertendosi ad ammonire, per falli inesistenti o non gravi da cartellino, i giocatori azzurri, dalla difesa all’attacco. Senza risparmiare la panchina.

Insomma una serata no per gli uomini di Benitez. Con una prestazione da dimenticare. E una serenità da ritrovare. Subito.

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