Corriere della Campania

Napoli- Empoli: dal surrealismo al realismo

Sì riparte. Dopo due turni di prestazioni discutibile, il Napoli deve smuovere questa tendenza ” x” che sta condizionando non solo le partite di campionato ma anche il percorso europeo. Oltre i risultati mediocri che non rendono onore alla squadra azzurra, c’è da analizzare un altro aspetto che riguarda il profilo fisico-mentale: la poca concentrazione, le mancate reazioni di orgoglio e soprattutto la carente preparazione atletica, limite assoluto per una squadra che ha sempre puntato sulla laboriosità di gioco e sulle ripartenze. L’Empoli, potrebbe essere la squadra giusta per un riscatto che possa segnare, non tanto un nuovo inizio, ma più che altro un ritorno al passato, quello in cui si giocava bene e si vinceva meritatamente. Insomma se il Napoli ha voglia di dimostrare qualcosa, lo deve fare quanto prima, senza aspettare oltre, perchè i punti verranno persi e le rivali saranno poi troppo lontane da raggiungere.

LA PARTITA: Un inizio spento e a tratti monotono. Sarà l’orario “aperitivo” delle 12:30 o, più probabilmente, il solito Napoli sciattone e confusionale. Ma bastano pochi minuti, per costatare che la seconda opzione è quella giusta: errori di copertura uniti ad errori di costruzione, rendono il gioco prevedibile e noioso. Quelle poche iniziative sotto rete, vengono sprecate sempre per l imprecisione nell’ultimo passaggio.Una buona occasione per gli azzurri si presenta al 16′ con una punizione al limite dell’ aria di rigore, ma Mertens manda fuori di poco. Il Napoli spreca e l’ Empoli ne approfitta. E al 19′ la squadra ospite passa in vantaggio con Verdi, grazie ad una distrazione difensiva di Jorginho. Ora è l’ Empoli a dettare i tempi di gara e a fare tremare il Napoli, che incurante della pericolosità degli ospiti continua a sbagliare. La squadra neopromossa, per la compattezza e l aggressività di gioco, da lezioni di calcio ad un Napoli che cammina in campo senza sapere bene cosa fare. Primo tempo da dimenticare.
Il Napoli ha ancora 45 minuti per cercare di salvare una partita, che almeno su carta doveva essere facile per gli azzurri. Ma bastano 7 minuti e l’ Empoli raddoppia con Rugani. Nonostante la doppia bastonata il Napoli continua a non fare niente e Benitez tenta un gioco più offensivo inserendo Higuain al posto di Hamsik, fischiato dalla tifoseria. E qualcosa sembra muoversi. Grazie al sostegno del Pipita, con un goal di testa di Zapata al 67′, il Napoli accorcia di meno uno la distanza. Così Benitez, approfittando della riscossa azzurra, prova un’ altra mossa, sostituendo Mertens e lanciando in campo De Guzman. E la mossa si rivela vincente, perché il piccolo campione canadese sigla un goal in velocità al 72′, incorniciando la palla nel setter.
Ora si riparte. Finalmente il Napoli ritorna quello di sempre, grintoso dinamico e voglioso di vincere. Ancora un’occasione d’ oro per gli azzurri con Callejon e Higuain che in un azione dialogata non riescono a buttare il pallone dentro. Ultimo brivido con De Guzman, che sfiora quasi allo scadere il goal della vittoria, negatogli dalla prontezza e la bravura del talentuoso portiere Sepe.

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QUALCOSA NON VA: Il Napoli non c’è. Soprattutto la prestazione del primo tempo è stata al di sotto della sufficienza e per niente convincente. Solo dopo i cambi qualcosa si è visto. Ma non si può giocare così. Se una squadra mira ai “troni alti” della classifica non può perdere punti facile nè salvare le partite in extremis. Sia ben chiaro, il calcio è fatto anche di fortuna e imprevedibilità, ma contro una neopromossa bisogna vincere. Contro l’Empoli bisognava chiudere la partita subito, senza soffrire e soprattutto senza permettergli di fare gioco. Ancora una volta il centrocampo e la difesa hanno dato il peggio che potevano. Soliti errori che ormai ripeterli sarebbe noioso e stancante. Per non parlare di Hamsik, il peggiore in campo, che disorientato correva sul terreno di gioco come un’anima in pena, incapace di impostare il gioco, decisamente più ingombrante che utile ai fini dell’azione. Con questo non voglio che il capitano azzurro diventi il capro espiatorio di un’intera squadra, perchè le colpe vanno assegnate un pò a tutti.

Però a prescindere da tutto, bisogna trovare una soluzione, perchè così non si andrà molto lontano.

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