Corriere della Campania

Promosso il turnover ma bocciato il Napoli. Pareggio deludente contro i palermitani.

Benitez non si contraddice mai. Aveva già annunciato in conferenza stampa che la sconfitta contro l’Udinese era stata dettata in particolare da eventi avversi e da poca fortuna, essendo comunque abbastanza contento di come la squadra avesse giocato e dell’atteggiamento dei suoi uomini e per questo avrebbe continuato ad affidarsi al turover, potendo contare su ogni singolo elemento della sua rosa.

E infatti turnover fu.

TANTO RUMORE PER NIENTE: L’avversario azzurro in questa quarta giornata di campionato, è il Palermo, reduce da un pareggio contro l’Inter, in un match sofferto e combattuto. Non è di certo il candidato avversario migliore per una vittoria facile, ma Benitez  è fiducioso. Sempre troppo fiducioso.

Così come annunciato, la formazione riserva delle sorprese e questa volta in attacco dal primo minuto tocca a Duvan e in difesa a Koulibaly, due tra i nomi più giovani e freschi della rosa azzurra. E anche i primi due marcatori, artefici di due splendidi goal. Koulibaly al 2′ del primo tempo su un calcio d’angolo tirato da Callejon, sfrutta tutto il suo metro e novantacinque e salta più in alto di tutti, portando da subito in vantaggio il Napoli. Al 10′ è il momento di Duvan, che in velocità la mette nel setter, baciando appena il palo, in dubbia posizione di fuorigioco. Insomma, quindici minuti di spettacolo. Peccato per l’azione creata subito dopo dal trittico Martens, Zapata e  Callejon, finita rovinosamente tra i piedi del difensore. Il Napoli non ha tempo di rifiatare, che il Palermo ne approfitta con Belotti, che accorcia le distanze. Stiamo ancora sul 2 a 1 e stiamo appena al 17′. Il Napoli deve solo riprendere in mano le redini della gara e fare quello che dovrebbe fare ogni squadra in vantaggio: non perdere il mordente d’attacco, restare alti e non concedere ripartenze. Ma probabilmente, sarebbe chiedere troppo, così il Palermo pareggia i conti con Vazquez al 22′. Anche se l’attesa è snervante e insostenibile,il momento giusto arriva, cosi all’ultimo dallo scadere del primo tempo, Callejon sfonda la porta di Sorrentino con un siluro nato dalla verticalizzazione dell’ex interista Gargano.

Dell’inizio pirotecnico degli azzurri, non resta che polvere. Il ritrovato vantaggio alle battute finali del primo tempo ha vita bene,tramutandosi in pareggio nel primo quarto d’ora ancora con Belotti.  Cosi Napoli- Palermo termina 3 a 3.

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L’unico spettacolo è stato vedere una vera e propria goleada che spezzava quella monotonia che troppo spesso infettava questo match. Per il resto c’è ancora molto da migliorare e bisogna farlo subito. Il Napoli sarebbe dovuto essere, almeno quest’anno,tra le prime candidate allo scudetto, invece si ritrova a metà classifica, con troppi punti di distanza dalle big, e  con la speranza e l’ottimismo di rilanciarsi che si affievolisce ogni volta che si perdono punti in questo modo, cioè per poca concentrazione e per poca fame di vincere. Non ci sono più scusanti, le parole fanno solo rumore ma non portano a niente, il Napoli deve cacciare il carattere, altrimenti si creerebbero tutti gli elementi per parlare di crisi.

TOGLIETEMI TUTTO..MA NON GARGANO: Eppure un migliore in campo c’è stato.Chi è riuscito ad innalzarsi da quella mediocrità che serpeggiava in quel rettangolo verde. Ed è qualcuno che non ti aspetti. Un giocatore che a Napoli era incostante, frettoloso e sbadato, sicuramente forte e granitico, che mordeva le caviglie all’avversario, ma quella sua costante imperfezione nei passaggi, nei lanci e a volte nelle marcature, non rendeva giustizia a quel talento che sembra esploso all’improvviso.

Walter Gargano, sembra come nuovo, l’esperienza interista gli ha fatto decisamente bene. Complice del terzo goal azzurro, ha acquisito nel tempo ottime capacità nella gestione della palla, acutezza nell’interpretare la partita e cercare la soluzione migliore, buone qualità difensive e soprattutto, come da buon centrocampista che si rispetti, fa da filtro per le palle migliori, candidandosi così per il titolo di assistman azzurro.

DUVAN CI SEI..MA MARTENS?: Per non parlare del ventitreenne Duvan Zapata, artefice di una brillante prestazione, non facendo risentire dell’assenza di Higuain. Nonostante la giovane età, ieri sera in quel rettangolo verde, sembrava un giocatore d’esperienza, attento sotto porta, entrava nell’aria di rigore avversaria con sicurezza, non sprecava quasi mai le palle servite, e altruisticamente,non disdegnava di fare da spalla ai compagni offensivi.

Nota stonata, il piccolo Martens, distratto e confuso, sbaglia anche i passaggi più semplici. Non trova spazio ed è sempre troppo lontano dalla porta e poco attento al gioco dei compagni. Ancora non riesce a sfatare il mito che lo vede “bello” solo se inserito al secondo tempo, incapace di reggere gli interi novanta minuti.

In realtà il dito, andrebbe puntato contro l’intera squadra, perchè a parte la prestazione sottotono di singoli, c’è da dire che il Napoli non c’è. E se non si scuote questa negativa linea di tendenza, ci saranno gravi conseguenze…per tutti.

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