Corriere della Campania

Napoli- Chievo: la bellezza non dà vittoria

E finalmente tocca al San Paolo. Di ritorno da una vittoria sudatissima al Ferraris contro i fratelli genoani, gli azzurri finalmente sono pronti a disputare il primo match in casa, contro un avversario che ha più volte dato problemi al Napoli, rallentando o stoppando a suon di pugni e sgambetti la corsa azzurra. Pur essendo una squadra “piccola”, il Chievo resta una compagine ostica e prestante sul piano fisico, che sa bene come difendere, cercando di ostruire la fluidità del gioco degli avversari, approfittando della loro stanchezza per sorprenderli alle spalle. Insomma la classica strategia di gioco tipica di quelle squadre che non avendo una rosa “rinomata”, se la giocano sul piano fisico.

I 90 MINUTI: Saranno state le parole ottimistiche di Benitez in conferenza stampa o il ciclone di critiche che si è imbattuto sui singoli e sulla squadra, ma il Napoli scende in campo con un atteggiamento grintoso e combattivo, che lascia presagire grandi cose. Nonostante il caldo di una domenica “anomala” di un Settembre solitamente più fresco, gli azzurri infuocano il San Paolo fin dai primi minuti. La calura non sembra stordirli nè appannarli, ma con movimenti giusti, riescono a sfondare la linea difensiva avversaria, proponendosi più volte nell’aria di rigore di Baldi. Il primo tempo è dominato dagli azzurri, tengono alto il possesso palla, lasciano pochi spazi agli avversari e non perdono occasione per creare potenziali azioni da goal. Al 26esimo gli azzurri sciupano un’occasione d’oro con Higuain che sbaglia sul discetto, anche se più che un errore dell’argentino, è un goal per Baldi, una promessa classe 92, che intercetta la palla e a mezz’aria smanaccia il pallone…e anche la gioia dei tifosi.

Nel secondo tempo, bastano tre minuti per un Chievo soporifero del primo tempo, per portarsi in vantaggio con Maxi Lopez. Nonostante sotto di un goal, gli azzurri continuano a pensare e non mancano buone azioni. La squadra resta solida e ben compattata, ma in fase di rifinitura non riescono a trovare la giusta conclusione. Non resta per Benitez che giocarsi la carta Mertens, capace di fare sempre grandi cose nella seconda fase di gara. Da questo momento in poi, è un continuo crescere per il Napoli, che costruisce, attacca e sbaglia, tutto da solo. Non bastano i cinque minuti di recupero per  rimediare con un pareggio.

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LA CLASSE E’ ACQUA:“Abbiamo tirato tantissimo, ma è mancato il goal” queste sono state le prime parola di Benitez, rilasciate ai giornalisti nel post gara. E torto non ha.

Il Napoli, da un punto di vista tattico e caratteriale, ha disputato una delle migliori partite degli ultimi due campionati, ma portando a casa una misera sconfitta. Non ci sono tante colpe da attribuire alla squadra,certo un pò più di precisione e cattiveria sotto porta, avrebbero aiutato, ma con un Baldi nella porta avversaria, beccato nel suo giorno di miglior forma fisica e mentale, diventa tutto più difficile. Molto più sicuro nelle prese e soprattutto galvanizzato dalla gioia di aver parato un rigore, soddisfazione massima per qualsiasi portiere. A prescindere dai meriti di Baldi, sarebbe ingiusto e poco oggettivo, puntare il dito contro Benitez e i suoi uomini, perchè il Napoli ha giocato bene per l’intera durata del match, anche dopo il goal incassato, non si è ne chiuso nè “disperso”, continuando ad attaccare e ad aggredire.

E’ mancato qualcosa, questo è sicuro. Che sia fortuna o altro, chi sa, ma di certo “la classe”, intesa come qualità tecnica e tattica di una squadra, non sempre ripaga.

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