Corriere della Campania

Benitez ci crede, il suo Napoli sarà da sogno

Sarà la sua faccia “pulita” o quelle guanciotte sempre velate di rosso, ma una cosa è certa, Rafa Benitez ha canalizzato fin da subito le simpatie del popolo azzurro, affascinato dalla schiettezza e dalla solarità di un allenatore “blasonato”, così vicino allo spirito di una tifoseria resa celebre per la passione sconfinata con cui segue questa squadra.

Infatti “il pallone” a Napoli, non è solo un passatempo della domenica o un modo per combattere quella leggera “sonnolenza” dopo il luculliano pranzo domenicale.

Il pallone a Napoli è quotidianità. Ci si sveglia al mattino e subito ci si sintonizza sui canali sportivi o ci si affretta a raggiungere l’edicola più vicina, per acquistare la copia di giornale preferita, calda ancora di stampa.

Il pallone a Napoli è orgoglio, perchè in una città in cui troppe volte le cose vanno male, venendo sempre classificati tra “gli ultimi d’Italia”, vedere il Napoli tra i primi posti in classifica, almeno nella classifica di seria A, risana un animo ferito.

Il pallone a Napoli è speranza. E’ tornare a credere in qualcosa di buono, che non spara, non accoltella, non brucia e non avvelena.

Il pallone a Napoli è mondo, il mondo di tutti i napoletani.

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Benitez ormai conosce i suoi tifosi e anche i loro difetti e ha imparato a parlare con loro, con tutto l’amore che può nutrire un padre nel rivolgersi ad un figlio dalla testa calda.

Per un allenatore come lui, abituato a grandi piazze, le critiche non lo sconfortano nè lo demoralizzano, ma è sempre pronto ad ammettere i propri errori e al tempo stesso rimproverare chi si nasconde dietro ad una demagogia spicciola per infuocare una tifoseria già amareggiata dall’uscita dalla Champions League. Ma soprattutto, senza mezzi termini, si rivolge a quei giornalisti che minano alla salubrità dell’ambiente azzurro, spacciando per scoop, cattiverie e banali insinuazioni.

Così Benitez, in conferenza stampa, delucida a tutti che la sua partenza per la  Spagna non è stata una fuga o una pausa di riflessione. Ma semplicemente una visita alla propria famiglia. Insomma, Benitez non ha abbandonanto Napoli, anche perchè ha lasciato qui persone competenti e capaci di sostituirlo, ma questa sua partenza deve essere vista come il ritorno di un padre e un marito a cui mancavano i proprio cari.

Risolto il “caso Benitez”, si ritorna a parlare di calcio, e contro ogni scongiuro, pronuncia quella parola che è considerata quasi un tabù a Napoli: SCUDETTO.

Si, Benitez crede nelle potenzialità della sua squadra, crede nella sua rosa e in ogni singolo giocatore, ma soprattutto è sicuro che solo l’unione e la sinergia tra tutti, tifosi, squadra e mass-media, possa dare maggiore piglio e speranza per raggiungere il tricolore.

Quindi basta critiche distruttive e basta offese gratuite. Non fasciamoci la testa prima di cadere. Sognare non costa niente, e lottare per un obiettivo galvanizza lo spirito.

E poi Benitez, ci crede…

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